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Un’alimentazione equilibrata e corretta, ma anche gradevole ed accettabile, costituisce a tutte le età un presupposto essenziale per il mantenimento di un buono stato di salute e, in età evolutiva, anche per garantire una crescita ottimale.


È ormai accettato dalla comunità scientifica internazionale lo stretto legame tra sana alimentazione e salute, non solo dai primi giorni dopo la nascita, ma già a partire dalla vita intrauterina. La promozione di comportamenti alimentari corretti nel bambino è riconosciuta come uno degli interventi prioritari per favorire il controllo dell’attuale epidemia di obesità.


Per questo la ristorazione scolastica rappresenta per i piccoli utenti un momento prezioso di apprendimento ed un’opportunità per promuovere sane abitudini alimentari, coinvolgendo non solo i bambini, ma anche famiglie e docenti, con l’intento di favorire e mantenere nel tempo corretti stili di vita, al fine di prevenire le malattie cronico-degenerative (obesità, diabete, malattie cardiovascolari, tumori, osteoporosi, ecc..). Rendere più facili le scelte salutari è pertanto un potente investimento per ridurre nel lungo periodo il peso di tali malattie sul sistema sanitario e sulla società.

 


L’elaborazione di queste “Linee guida per la ristorazione scolastica” nasce dalla necessità di elevare il livello qualitativo dei pasti, sia nutrizionale che sensoriale, mantenendo saldi i principi della sicurezza alimentare.


A scuola i bambini imparano a stare a tavola, a mangiare ciò che hanno nel piatto senza sprechi e ad apprezzare sapori nuovi, a volte inconsueti. Nel bambino piccolo, i gusti e le preferenze sono solo in parte innati, la maggior parte sono modulabili attraverso l’esperienza sensoriale.
La variazione stagionale dei cibi del menù scolastico consente di far conoscere al bambino alimenti che, per diversità di gusti, abitudini e, a volte, per mancanza di tempo per la preparazione, non vengono consumati a casa.

L'introduzione di alimenti nuovi può essere facilmente accettata, se si supera l’eventuale iniziale rifiuto grazie alla collaborazione degli insegnanti e/o del personale addetto, che deve stimolare il bambino allo spirito di emulazione verso i compagni.

 

In allegato le linee guida della Regione Abruzzo

  • Ultimo aggiornamento del sito: Lunedì 16 Ottobre 2017, 11:17.

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